Il mantenimento dei figli maggiorenni

Sono divorziato e ho un figlio di 25 anni. La sentenza di divorzio prevede che io versi un assegno di 1.500 euro al mese per il suo mantenimento. Fino a quando dovrò continuare a pagare?

La legge prevede espressamente che il figlio maggiorenne di genitori separati o divorziati, se non è ancora economicamente indipendente, riceva dal genitore con cui non convive un assegno per il suo mantenimento.

Di questo passo mio figlio non diventerà mai indipendente! Vive con la madre che certamente è contenta che io continui a pagare questa somma mensile che serve per far fronte anche alle sue spese.

Innanzitutto la legge prevede che l'assegno sia versato direttamente a suo figlio a partire dal compimento della maggiore età, a meno che il giudice abbia espressamente previsto che l'assegno sia ancora versato  alla madre. Generalmente però i giudici prevedono che l'assegno sia versato alla madre fino a che il figlio vive stabilmente con lei. Inoltre, l'obbligo del padre di contribuire al mantenimento del figlio fino all'autosufficienza economica non è incondizionato.

In che senso?

L'assegno di mantenimento del figlio maggiorenne non deve essere interpretato come una gratuita rendita a tempo indefinito. Il figlio ha diritto a frequentare un corso di studi adeguato alle possibilità dei genitori, ma deve effettivamente impegnarsi nel suo percorso scolastico ed eventualmente universitario in modo da mettere a frutto i sacrifici economici fatti dai genitori a suo favore. Se invece un ragazzo maggiorenne non fa nulla per completare i suoi studi e non si applica nel trovare un lavoro, i genitori non sono più tenuti a mantenerlo in modo adeguato al tenore di vita della famiglia, ma devono solo garantirgli ciò che è necessario per la sua sopravvivenza.

Mio figlio aveva già perso un anno alle scuole superiori; ora è iscritto all'università ma è molto indietro con gli esami. 

Tenga conto che i nostri tribunali hanno un atteggiamento piuttosto tollerante nei confronti dei figli di genitori separati o divorziati. Ciò significa che l'assegno può essere confermato anche se suo figlio è indietro rispetto al piano di studi. Questa tolleranza è ovviamente maggiore se le condizioni economiche del genitore che versa l'assegno gli permettono di sostenere tale onere senza sacrifici eccessivi. Se invece la situazione economica del genitore che versa l'assegno è difficile, il tribunale pretende dal figlio maggiore impegno e puntualità. Il giudice, in sostanza, cerca di applicare alle famiglie separate le stesse regole di comune buon senso che spontaneamente seguono i genitori non separati: coloro che hanno una situazione economica agiata sono tendenzialmente più tolleranti con i figli pigri nel portare a termine il corso dei loro studi.

Esiste un’età massima oltre la quale sicuramente mio figlio non avrà più diritto a percepire un assegno di mantenimento?

No, la legge non indica alcuna età dopo la quale certamente viene meno il diritto dei figli ad essere mantenuti. Tuttavia, possiamo indicare una età limite, salvo situazioni particolari, di circa 27 anni. In qualche caso eccezionale l'assegno è stato però confermato anche a favore di figli che avevano compiuto i 30 anni. Si trattava però di persone che avevano scelto di avviarsi ad una professione che prevede, dopo la laurea, un periodo di tirocinio piuttosto lungo, necessario prima di conseguire un'abilitazione professionale. Ricordo, ad esempio, il caso di un giovane aspirante avvocato che aveva ottenuto, già trentenne, che il padre continuasse a versargli l'assegno di mantenimento. Si era laureato a ventisei anni, aveva svolto due anni di pratica professionale, ma non aveva ancora superato l'esame necessario per l'iscrizione all’albo. Il giudice è stato molto comprensivo e ha riconosciuto il suo diritto ad essere ancora mantenuto dal papà. Nella prassi dei tribunali, questi casi in cui vi è molta tolleranza sono sempre più rari. La Cassazione ha recentemente ricordato che l'assegno di mantenimento per il figlio maggiorenne è rigorosamente subordinato alla necessità di portare a termine il ciclo di studi.

Mio figlio nell’ultimo anno non ha fatto neppure un esame. Inoltre spesso lavora come commesso nel negozio dello zio. In questa situazione posso smettere di pagare l'assegno?

In questo caso, dimostrando che suo figlio non si impegna nello studio ed ha iniziato a lavorare, lei potrà ottenere che sia dichiarato che il ragazzo non ha più diritto a percepire un assegno per il suo mantenimento. Non può però limitarsi a non pagare più, ma deve invece promuovere un giudizio di modifica delle condizioni stabilite nella sentenza di divorzio per ottenere l'eliminazione dell'assegno a favore di suo figlio.